DOMENICA DELLA DEDICAZIONE          Il Genetliaco del Duomo

20.10.2019

Nel Ciclo dell'Anno Liturgico, questa è una delle Feste più belle. Oggi, dalla storia, affiora nel rito la data natalizia della Chiesa Cattedrale Milanese, che è, nella grande Arcidiocesi, Madre e Regina di tutte le altre Chiese. Perciò, questo "giorno di battesimo" del Duomo è festa cattolica, apostolica, romana. Una Chiesa Cattedrale, infatti, è una porzione dell'unica, grande Chiesa Universale, da cui, quindi, riceve ogni grazia e ogni gloria. E come nel dì del "Corpus Domini" in un'Ostia sola abbiamo venerato tutta l'Eucarestia dell'Anno, così nel natalizio della Chiesa Maggiore onoriamo ed esaltiamo tutta la Chiesa del mondo. Siede fra noi un Apostolo di Cristo; e la pietra dell'Altare ove consacra e insegna è squadrata e fondata su quella di Roma. Così, il granitico edificio della Chiesa di Dio cresce e s'innalza fino al cielo, come le cento guglie del Duomo recano in un trionfo azzurro i Santi di marmo e la Madonnina d'oro.

Storia

La Festa della Dedicazione costituisce nel calendario liturgico ambrosiano uno dei due punti focali del periodo dopo la Pentecoste, assieme alla Decollazione del Battista.

Oltre infatti alla domenica "ante Dedicationem" nell'anno liturgico possono esistere anche tre o quattro domeniche "post Dedicationem", successive alla festa e immediatamente precedenti all'Avvento, nelle quali si torna ad usare per la liturgia il colore verde, quasi a voler marcare la fine della stagione dopo Pentecoste.

Siamo certi che questa precisa scansione risalga ad età precedente al riordino dei libri liturgici ambrosiani di età carolingia, poiché se ne trova chiara testimonianza nel capitolare/evangelistario di Busto Arsizio, che testimonia la situazione della liturgia ambrosiana durante l'ottavo secolo.

Quanto alla ragione per l'uso del termine "Dedicazione", ci informano le fonti -nessuna delle quali però antichissima- che nella terza domenica di Ottobre dell'anno 453 ebbe luogo la cerimonia di nuova dedicazione della Cattedrale restaurata dopo le devastazioni degli Unni.

Inoltre, nella stessa domenica avvenne, nell'anno 836, la dedicazione della ecclesia minor di Santa Tecla.

Sarebbe tuttavia forse troppo semplicistico interpretare la Festa della Dedicazione come una semplice memoria di quell'evento di metà quinto secolo.
Esso infatti, per quanto significativo, in una tradizione liturgica così conservativa come quella ambrosiana, difficilmente avrebbe potuto condizionare addirittura la scansione di un'intera stagione liturgica.

Due indizi peraltro ci indurrebbero a ipotizzare che già almeno un secolo prima potesse esistere una qualche ricorrenza liturgica simile.

Il primo, già ricordato a proposito della scorsa domenica, ci viene fornito direttamente dal nostro Santo Padre Ambrogio nella "Apologia David altera", costituita secondo gli studiosi dalla trascrizione stenografica di prediche tenute in due o tre giorni nell'anno 388.

Parlando della dominica "ante Dedicationem" abbiamo infatti accennato al fatto che il brano dell'Adultera che vi si legge - Io. 8, 1-11 - è commentato nello scritto santambrosiano prima di quello che si legge nella Festa della Dedicazione - Io. 10, 22-30.
Ciò vorrebbe dire che già all'età di Ambrogio le due pericopi erano lette durante celebrazioni situate in giornate tra loro prossime.

In entrambi i brani, notiamo, è peraltro specificato che le scene narratevi ebbero luogo nel Tempio di Gerusalemme: "In illo tempore. Perrexit Dominus Jesus in montem Oliveti: et diluculo iterum venit in Templum..." ;

"In illo tempore. Facta sunt Encænia in Jerosolimis, et hyems erat. Et ambulabat Dominus Jesus in Templo, in porticu Salomonis...".

Il secondo indizio della probabile grande antichità di una festa della Dedicazione in ambito milanese ci viene fornito dalla liturgia comparata. 
È stato infatti notato che, oltre al rito ambrosiano, unico in Occidente ad avere un "tempo dopo la Dedicazione", vi è almeno un'altra tradizione liturgica che conosce un tempo "della Dedicazione": si tratta di quella siriaca, sia orientale che occidentale.

Inoltre, i lezionari armeni del V secolo, che riportano fedelmente l'ordo lectionum seguito a Gerusalemme, contengono, al 23 Settembre, una "festa della Dedicazione dei Luoghi Santi", e indicano come lettura del giorno proprio il brano di Io. 10, 22-42, da proclamare "all'Anastatis", la grande chiesa della Resurrezione fatta costruire dall'Imperatore Costantino a Gerusalemme.
Si tratta, in una versione un poco più lunga, dello stesso Vangelo letto a Milano per la festa della Dedicazione.

L'esistenza per il nostro venerabile rito di un tempo liturgico incentrato sulla Dedicazione, sin dalle più antiche fonti dirette del Messale, derivato dalla tradizione gerosolimitana potrebbe allora spiegarsi forse molto meglio, rispetto alla mera coincidenza della ridedicazione della Cattedrale nel V secolo. 
La data di quest'ultima anzi, che non è dato sapere come fosse stata scelta, potrebbe invece essere derivata dalla festa celebrata in quel giorno.

(autore dott. Nicola De Grandi)  

Letture: Geremia 3, 2-37

 Lettera di San Paolo a Timoteo: 2, 19-22 

Vangelo secondo Giovanni 10, 22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».

Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».