IV DOMENICA DOPO L'EPIFANIA                                  Gesù unico re

02.02.2020

La liturgia delle domeniche dopo l'Epifania ci ha mostrato la crescita perfetta di Gesù nella regalità "unico Re" (Lez.). Egli è il legittimo erede del trono di Davide padre suo (Lez., Postevang., Offert., Trans.,). Il suo impero è di Verità e Grazia (Ep., Vang.). Nel confrattorio, Gesù ci appare fulgente di giovinezza, mentre si dichiara ad assumere la sua divina missione. Infine, il transitorio, come un inno trionfale di regalità chiude la S. Messa cantando le splendide prerogative di Gesù, Pastore e Redentore.


Letture: Geremia 33, 14-22

San Paolo ai Colossesi 1, 3-11


Vangelo secondo Giovanni: 3, 16-21

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».